Crea sito

1. Dall'invenzione alla prima proiezione

L'invenzione del cinema avvenne nell'ultimo decennio del XIX secolo, ma l'idea cinematografica aveva accompagnato l'uomo fin dalle sue origini. Potremmo citare a testimonianza le scene di caccia dipinte nelle Grotte di Altamira, oppure il platonico Mito della caverna, o anche i bassorilievi che avvolgono il fusto della Colonna Traiana, disposti in sequenza come dei fotogrammi su una pellicola. Ma forse basterebbe ricordare che tutti noi, quando la sera chiudiamo gli occhi e cominciamo a sognare, vediamo immagini muoversi da sole e possiamo ascoltarle e percepirle come fossero realtà. Adamo non sognava diversamente da noi. Affinchè l'idea del cinema potesse scendere dall'Iperuranio e manifestarsi in questo mondo, erano però necessari alcuni progessi scentifici e tecnologici. Non a caso il cinema nacque in piena rivoluzione industriale.

Jan Saenredam: Il mito della caverna (1604) ESCAPE='HTML'

Per prima cosa gli scienziati dovettero comprendere che l'occhio umano riesce a percepire come movimento continuo una serie di immagini fisse, leggermente diverse tra loro, che gli vengono proiettate in rapida successione, ad una velocità di almeno 16 fotogrammi al secondo (vd. fenomeno della persistenza della immagini sulla retina). Strumenti ottici come il fenachitoscopio (1832) o lo zootropio (1833) potevano restituire l'illusione di un movimento continuo proprio basandosi su questo principio: le immagini venivano disegnate su dei rulli scorrevoli  azionabili girando una manovella; attraverso un piccolo foro lo spettatore poteva vedere le immagini scorrere e ricevere l'impressione di un movimento continuo. Nel video seguente, realizzato dalla Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, è illustrato il funzionamente di alcuni dei più comuni strumenti ottici del precinema.

Questi strumenti, utili alla ricerca scientifica, divennero popolari come giocattoli, oggetti capaci di suscitare curiosità e stupore, quegli stessi sentimenti che avrebbero attratto il pubblico nei primi spettacoli cinematografici. Per questa ragione, il cinema delle origini è noto anche come cinema delle attrazioni. 

Un altro requisito fondamentale  per la nascita del cinema fu la possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini in successione. Il tempo di esposizione doveva essere molto breve per consentire di scattare almeno sedici fotografie al secondo. Le immagini dovevano inoltre poter essere proiettate alla stessa velocità. Era dunque necessario che potessero venire fissate su supporti flessibili che ne consentissero il rapido scorrere nel proiettore. L'immagine sottostante mostra la più antica foto pervenutaci di Joseph N. Niépce, pioniere della fotografia. Venne fissata su una lamina metallica e fu necessaria un'esposizione di circa otto ore per realizzarla.

Questa è la più antica delle foto di Joseph Niéce pervenutaci (1826c). Fu necessaria un'esposizione di circa otto ore per realizzarla. Fu fissata su una lamina metallica.  ESCAPE='HTML'

Nel 1888 George Eastman ideò un apparecchio fotografico, che chiamò Kodak, capace di impressionare rulli di carta sensibile. L'anno successivo mise in commercio rulli di celluloide trasparente, compiendo un importante passo in avanti verso la nascita del cinema. Ma una pellicola, lasciata scorrere ininterrottamente all'interno di una macchina da presa o di un proiettore, avrebbe creato un'immagine confusa. C'era perciò bisogno di escogitare un dispositivo che la facesse avanzare ad intermittenza. La macchina da cucire o il tamburo della rivoltella potevano servire da modello. Senza questi presupposti tecnico-scientifici il cinema non avrebbe potuto essere inventato.

Oggi consideriamo il cinema come una forma d'arte, ma coloro che per primi si interessarono alla possibilità di registrare e riprodurre il movimento non furono personalità del mondo artistico. Tra i precursori del cinema troviamo, infatti, esponenti del mondo scientifico come Eadweard Muybridge o Étienne Jules Marey.

 ESCAPE='HTML'

Il primo riuscì a fotografare le varie fasi della corsa di un cavallo servendosi di dodici macchine fotografiche posizionate lungo il percorso compiuto dall'animale. Muybridge continuò ad utilizzare e perfezionare la sua tecnica per lo studio del movimento umano ed animale. Nel 1878 creò lo zooprassinoscopio, un primo rudimentale proiettore, che funzionava tramite dei dischi rotanti sui quali erano impressi disegni ricavati dalle sue fotografie. Le sue sequenze fotografiche possono essere montate e riprodotte come fossero dei filmati, ma Muybridge non realizzò mai dei film. I risultati delle sue ricerche scentifiche sono raccolti nell'opera Animal locomotion. An electro-photographic investigation of consecutive phases of animal movements (1872-1885).

Anche Étienne-Jules Marey si interessava allo studio del movimento animale e costruì, nel 1882, il fucile fotografico, uno strumento capace di impressionare dodici fotogrammi in un secondo sfruttando un meccanismo  del tutto simile a quello di una comune rivoltella (in inglese, il verbo "to shoot" ha ancora oggi il duplice significato di "sparare" ed "effettuare una ripresa cinematografica").

  • Il Fucile Fotografico
  • Meccanismo del Fucile Fotografico
  • Volo di un pellicano (1892) - Sequenza fotografica di Marey

Marey fu il primo a usare un meccanismo ad intermittenza per impressionare la pellicola fotografica. Come abbiamo visto l'invenzione di un meccanismo simile costituiva uno dei presupposti senza i quali il cinema non avrebbe potuto venire alla luce. A Marey si deve il più antico filmato della storia del cinema: La Vague (1891), realizzato con questa sua invenzione.

Una figura più isolata, ma ben più affascinante, è quella di Émile Reynaud, che nel 1876 aveva messo a punto il prassinoscopio, un'evoluzione dello zootropio. In questo strumento, infatti, le immagini venivano inevitabilmente distorte perché posizionate sulle pareti circolari del tamburo. Nel prassinoscopio di Reynaud le immagini non venivano visualizzate attraverso una fessura, ma riflesse all'esterno attraverso una serie di specchi senza subire alcuna deformazione. Ma la vera grande idea di Reynaud fu quella di applicare al suo prassinoscopio il più antico sistema di proiezione di immagini conosciuto: la lanterna magica.

Immagine illustrante una lanterna magica durante una proiezione. Immagine tratta da: Optic Projection: Principles, Installation and Use of the Magic Lantern, Projection Microscope, Reflecting Lantern, Moving Picture Machine, di Simon Henry Gage and Henry Phelps Gage, Ph.D. Ithaca, New York, Comstock Publishing Company. 1914. ESCAPE='HTML'

Probabilmente importate dalla Cina e derivate dell'antico teatro d'ombre, le lanterne magiche erano note in Europa fin dal XVII secolo. Si componevano di una scatola chiusa al cui interno veniva posta una candela. La  luce di questa filtrava attraverso un foro a cui era applicata una lente. Ponendo innanzi al foro un'immagine dipinta su vetro, la si poteva vedere proiettata ed ingrandita su uno schermo. Similmente alla lanterna magica funzionava lo strumento chiamato il mondo nuovo. La differenza era che qui le immagini non venivano proiettate all'esterno, ma lo spettatore doveva guardarle all'interno della scatola.

Entrambi questi strumenti erano molto popolari anche nel XIX secolo, utilizzati per scopi didattici e, sopratutto, per spettacoli di intrattenimento. La visione delle immagini veniva accompagnata dal commento di un imbonitore. Questa figura resterà presente anche nelle prime forme di spettacolo cinematografico, finché il cinema non avrà elaborato un linguaggio in grado di raccontare storie in maniera del tutto autonoma.

Ma torniamo a Reynaud che unendo il prassinoscopio alla lanterna magica aveva creato il teatro ottico. Questo nuovo strumento era dotato di un sistema di nastri mobili che permettevano a delle lastre di vetro di scorrere innanzi alla luce del proiettore. Su queste lastre erano dipinti a mano, dallo stesso Reynaud, fondali e personaggi. La prima dimostrazione pubblica del teatro ottico avvenne nel 1892 presso il museo Grévin a Parigi.

Illustrazione della prima proiezione pubblica effettuata da Émile Reynaud nel 1892 presso il museo Grévin a Parigi ESCAPE='HTML'

Il teatro ottico riscosse enormi successi finché non fecero la loro comparsa  nuovi e più pratici sistemi di ripresa e proiezione. Reynaud, disperato, distrusse tutti i suoi apparecchi. Dei suoi lavori non è stato possibile ricostruire altro che Pauvre Pierrot (1892) e Autour d'un cabine (1894). Reynaud merita, però, un posto di prim'ordine nella storia del cinema di animazione e Il suo teatro ottico ispirò lo spettacolo cinematografico ideato  dai fratelli Lumiére.

Intanto, negli Stati Uniti, Thomas Alva Edison ed il suo assistente William Dickson, ispirandosi al fucile fotografico di Marey, riuscirono a realizzare un apparecchio in grado di registrare immagini in movimento su pellicola flessibile tramite un meccanismo ad intermittenza. Nacque così la prima macchina da presa funzionante: il kinetografo. Per la visione dei filmati fu invece creato il kinetoscopio: una grande cassa all'interno della quale erano posizionati dei rulli che permettevano il trascinamento della pellicola. Lo spettatore, inserendo una monetina nell'apposita fessura, poteva  azionarlo con una manovella e veder scorrere le immagini attraverso un piccolo foro posto su in cima, un pò come avveniva per il mondo nuovo. 

  • Kinetoscopio
  • Illustrazione dell'interno di un kinetoscopio
  • Disegno tecnico del kinetografo di Edison
  • Kinetografo

Durante la progettazione di questi strumenti, che verranno brevettati nel 1891, Edison ed il suo assistente presero la decisione di utilizzare pellicola da 35mm, lo standard tuttora in uso. Edison non volle destinare alla vendita il kinetoscopio, scelse di noleggiarlo in locali appositamente attrezzati. Il primo locale per kinetoscopi aprì a New York nel 1894 e riscosse un immediato successo commerciale. Nel 1895 il kinetoscopio venne reso disponibile anche per uso domestico. Lo strumento  di Edison era, però, finalizzato alla visione singola e per questo destinato ad essere messo da parte all'apparire di mezzi capaci di proiettare immagini su uno schermo adatto per un pubblico numeroso.

Un locale per kinetoscopi a San Francisco. 1895. ESCAPE='HTML'

Ma al momento il kinetoscopio si rivelò un affare portentoso. Gli sforzi di Edison, inventore e fabbricante di questi apparecchi, si andarono concentrando sul loro sfruttamento commerciale. I film non erano considerati da Edison altro che un loro indispensabile accessorio. La loro realizzazione venne, perciò, completamente affidata a Dickson. All'interno del Black Maria, il teatro di posa che Edison aveva fatto erigere a New Orange, il suo assistente cominciò a girare decine di brevi filmati della durata media di quaranta secondi, corrispondenti alla quantità massima di pellicola che il kinetoscopio poteva contenere.

Un'illustrazione dell'interno del Black Maria ESCAPE='HTML'

Per Dickson era neccessario girare all'interno dello studio in quanto il kinetografo doveva essere costantemente alimentato con elettricità. Inoltre, le immagini, visionate attraverso il kinetoscopio, apparivano molto piccole allo spettatore. Era dunque opportuno ridurre al minimo la messa in scena per rendere il più possibile legibile l'immagine. I primi filmati prodotti nel laboratorio di Edison sono principalmente brevi esibizioni di acrobati, sportivi o ballerine, ripresi perlopiù su uno sfondo nero dove di rado compaiono più di tre personaggi. 

In sostanza i filmati realizzati da Dickson, come quelli degli altri pionieri che stiamo per incontrare, non fanno che riprodurre il modello delle visioni animate tipiche dello zootropio e di altri simili strumenti ottici dove, in un contesto piuttosto astratto,  si mostravano brevissime scene suscettibili di essere ripetute ciclicamente. Tra i film più celebri prodotti in questo periodo nei laboratori di West Orange vi è Annabelle Serpentine Dance, il primo filmato a colori nella storia del cinema. Diverse copie in pellicola furono dipinte a mano fotogramma per fotogramma.  

Nel Regno Unito già nel 1888, Louis Aimé Augustin Le Prince era riuscito ad ottenere immagini animate di persone in un giardino: Roundhay Garden Scene e William Friese-Greene a filmare alcune scene ad Hyde Park alla velocità di dieci fotogrammi al secondo.

Nel 1894 il kinetoscopio di Edison era stato presentato e premiato a Londra e la sala che esibiva gli apparecchi chiese a Robert William Paul, fabbricante di materiale fotografico, di costruire altre macchine simili. Edison non aveva brevettato la sua invenzione al di fuori degli Stati Uniti, per cui Paul fu libero di vendere le sue macchine a chiunque, agevolando in questo modo la diffusione del cinema in Gran Bretagna e nel resto Europa.

Un altro sistema per realizzare e proiettare film era stato inventato in Germania dai fratelli Skladonowsky. Questi riuscirono ad organizzare una proiezione pubblica della durata di circa quindici minuti in un teatro di Berlino il 1 novembre del 1895, anticipando di quasi due mesi i fratelli Lumière. Il loro sistema era però ingombrante e poco pratico (anche perché i due fratelli scelsero di utilizzare pellicole da 57mm) e non riuscì ad imporsi sul mercato. Mr Delaware & the Boxing Kangaroo (1895) fu, tra i loro film, quello che riscosse maggior successo.

Auguste e Louis Lumière erano i proprietari della più grande azienda europea di prodotti fotografici. Antoine Lumière, loro padre, aveva assistito nel 1894 ad una dimostrazione del kinetoscopio di Edison, lamentando il fatto che tale apparecchio consentiva la visione dei filmati ad un solo spettatore per volta diversamente da quanto avveniva negli spettacoli di Reynaud di cui pure era stato spettatore. Convisse i propri figli dell'oppurtunità di creare un apparecchio simile. In poco tempo i due fratelli idearono una piccola ed elegante macchina da presa: il cinematografo, che utilizzava pellicola da 35mm. La macchina da presa montata sul proiettore diveniva sua parte integrante. I Lumière presero inoltre l'importante decisione di filmare alla velocità di 16 fotogrammi al secondo (16 ft/s).

  • Illustrazione del cinematografo Lumière
  • Il cinematografo trasformato in proiettore

Il 28 dicembre del 1895, i due fratelli organizzarono la prima proiezione pubblica a pagamento presso il Salon Indien del Grand Café di Parigi in Boulevard des Capucines 14. Per un franco i clienti del Grand Café poterono assistere ad uno spettacolo di 25 minuti in cui furono proiettati dieci film.

Il 28 dicembre 1895 è oggi convenzionalmente considerata la data di nascita del cinema. I  Lumière, però, non ne furono i soli inventori, molti erano stati gli uomini, che come abbiamo visto, in vario  modo e a vario titolo diedero i loro contributi alla nascita del cinema, contributi che i fratelli lionesi riuscirono per primi a riunire e sintetizzare in uno strumento pratico e funzionante.

 ESCAPE='HTML'

E i Lumière furono gli inventori dello spettacolo cinematografico così come lo intendiamo oggi. La parola cinematografo ( o cinema ) da quel momento indicò non solo l'arte e la tecnica delle immagini in movimento ma anche il luogo deputato a tali proiezioni.

1. Dall'invenzione alla prima proiezione

Riferimenti bibliografici e sitografia

D.Brodwell e K.Thompson, L'invezione e i primi anni del cinema 1880-1904, in Storia del cinema e dei film. Dalle origini al 1945, Editrice Il Castoro, Milano 1998.
S. Bernardi, Il cinema prima del cinema. Il mondo come spettacolo , in L'avventura del cinematografo. Storia di un'arte e di un linguaggio , Marsilio Editori, Venezia 2007.
G. Sadoul, Le roman de la Californie , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Marey et la méthode graphique , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Emile Reynaud et le théatre optique , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Edison, invetuer du film , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Les débuts du kinétoscope Edison , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Les premiers exploitants du kinétoscope , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
G. Sadoul, Louis Lumière triomphe à Paris , in Histoire générale du cinéma, 1° vol., L'Invention du cinèma, Denoël, Parigi 1947.
La Repubblica, in Platone, Opere. Vol. II., Laterza, Bari 1867.
Fotografia, in www.treccani.it
Carlo Montanari, Fotografia. Il rapporto tra fotografia e cinema, in www.treccani.it
Brian Coe, George Eastman, in www.victorian-cinema.net
Stephen Herbert, Louis Aimè Augustin Le Prince, in www.victorian-cinema.net
Richard Brown, Birt Acrs, in www.victorian-cinema.net
John Barnes, Robert William Paul, in www.victorian-cinema.net
Doec Rossell, Max Skladanowsky , in www.victorian-cinema.net
Richard Brown, William Kennedy-Laurie Dickson , in www.victorian-cinema.net
Ian Christie, Thomas Alva Edison, in www.victorian-cinema.net
Stephen Herbert, Louis Jean Lumière, in www.victorian-cinema.net
Luke McKernan, Jean Alexandre Louis Promio, in www.victorian-cinema.net
Fenachitoscopio, in www.it.wikipedia.org
Zootropio, in www.it.wikipedia.org
Prassinoscopio, in www.it.wikipedia.org
Lanterna magica, in www.it.wikipedia.org
Mondo nuovo, in www.it.wikipedia.org
Étienne-Jules Marey, in www.fr.wikipedia.org
Une brève histoire Lumière, in www.institut-lumiere.org